Dopo quattro mesi dalla caduta di Assad, il nuovo governo siriano si trova ad affrontare una profonda crisi economica e gravi minacce alla sicurezza. Ma la sfida più grande rimane conquistare la fiducia dei cittadini siriani, alle prese con le difficoltà della vita quotidiana e una diffusa povertà.
Di: Stefano Leszczynski – Vatican News
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Il governo di transizione siriano è ora ufficialmente in carica, con un nuovo esecutivo composto da 23 ministri e guidato dal presidente Ahmed al Sharaa. Le reazioni internazionali sono positive, ma le sfide sono immense e il nuovo governo si impegna a raggiungere il massimo consenso possibile.
Damasco e dintorni
Le notizie di cambiamento politico si diffondono nel Paese con speranza ma anche incertezza. Le difficoltà quotidiane sono molte, con la povertà dilagante e la necessità di affrontare la crisi economica e la sicurezza.
La condizione della donna
La nomina di ministri giovani e competenti, inclusa l’unica donna Hind Kabawat, porta un barlume di speranza. Le giovani donne si interrogano sul loro ruolo nella costruzione della nuova Siria.
Poca sicurezza
La sicurezza rimane un problema, ma si vedono miglioramenti con nuove assunzioni nella polizia. Tuttavia, preoccupano i recenti bombardamenti israeliani e la destabilizzazione della regione.
La speranza nel futuro
Nonostante le sfide, Habib vede segnali di miglioramento con il tasso di cambio, l’introduzione di nuovi prodotti e uno snellimento della burocrazia. Ci vorrà tempo, ma c’è fiducia nel futuro della Siria.