Un tragico episodio ha scosso la città di Mandalay, portando alla luce tensioni che hanno costretto l’Esercito a considerare un cessate il fuoco con i gruppi ribelli. Asia News riporta che i lavori di scavo continuano nella zona, con la casa diocesana distrutta.
Di: Luca Geronico – Avvenire
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La notte scorsa è stato aperto il fuoco su un convoglio della Croce Rossa cinese diretto a Mandalay, che trasportava aiuti per la città colpita dal recente terremoto. Le prime segnalazioni sono arrivate dai ribelli dell’esercito di liberazione nazionale Ta’ang, che hanno preso di mira il convoglio di nove veicoli a Naung Cho, nello stato di Shan. Si ritiene che siano state utilizzate mitragliatrici pesanti.
Dopo un lungo silenzio imbarazzato, la giunta militare ha confermato l’attacco, affermando che le forze di sicurezza hanno sparato per fermare il convoglio non segnalato in zona di conflitto. Questo incidente ha portato a una svolta inaspettata, con la giunta militare che ha dichiarato un cessate il fuoco temporaneo con i gruppi ribelli fino al 22 aprile per facilitare gli sforzi di soccorso e ricostruzione.
La situazione umanitaria rimane critica, con migliaia di vittime e feriti a causa del terremoto. Le operazioni di soccorso coinvolgono diverse organizzazioni religiose e volontari, mentre la popolazione cerca di far fronte alla devastazione. Il vescovo di Mandalay ha riportato la distruzione della casa diocesana e la solidarietà della comunità religiosa nel fornire aiuti.
In un atto di speranza, un giovane è stato salvato dopo 5 giorni dal terremoto, portando un raggio di luce in mezzo alla tragedia.